mercoledì 14 maggio 2008

Giornale panamiano: la proposta marocchina d'autonomia ha impegnato una dinamica come





L'iniziativa marocchina di accordare un'ampia autonomia alle province sahariane ha impegnato una dinamica come "alternativa al vicolo cieco attuale" di questa cartella, ha sottolineato il quotidiano "Estrella di Panama".

Pur mettendo in evidenza la dinamica stampata allo sviluppo economico e sociale nella regione del Sahara, il giornale ricorda, nella sua edizione di sabato, che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione nella quale ha qualificato gli sforzi del Marocco di "serietà e credibili".

Il giornale ricorda anche la creazione del Consiglio reale consultivo per gli affari sahariani (CORCAS)"diretto da personalità sahriane", allo scopo di promuovere maggiormente uno sviluppo globale in questa parte del regno.

Il quotidiano panaméen evoca, d'altra parte, due alternative: "prolungare un dramma umanitario che soltanto è troppo durato nei campi" di Tindouf, al sud dell'Algeria, o "porre fine al conflitto, attuando la proposta d'autonomia marocchina".

A proposito della minaccia brandita dai "separatisti" di riprendere le armi, che "contraddicesse i principi del negoziato", il giornale sottolinea che "effettivamente, è l'Algeria che ha l'ultima parola in questa vertenza come principale aiuto finanziario e logistico del Polisario".

"Estrella di Panama" ricorda, d'altra parte, l'esistenza di un "dramma umanitario", evocando la situazione delle popolazioni sequestrate nei campi di Tindouf, la cui vita "sembra essere solidificata nel tempo".

"Le giovani generazioni sono confrontate ad ulteriore precarietà ed al più grande disperazione", deplora la pubblicazione, aggiungendo che numerosi, fra quelli che sono sopravvissuti alla realtà della vita nei campi, hanno preferito riacquistare il Marocco o raggiungere i paesi vicini o l'Europa.

In compenso, prosegue il quotidiano, "la maggioranza dei capi delle tribù sahraouies non ha lasciato la regione, al sud del Marocco, dove sono pilota di una realtà ben diversa da quella che prevale nei campi", sottolineando che gli abitanti delle province del Sud sono rappresentati da eletti a livelli comunale, provinciale ed al Parlamento.

I capi delle tribù sostengono l'iniziativa marocchina d'autonomia perché "garantisce i diritti politici, economici, sociali e culturali, nel quadro della legalità internazionale" ed "accusano l'Algeria di trattenere, contro il loro gradimento, i loro parenti e di privarli del benessere economico e sociale di cui usufruiscono in Marocco", sottolinea il giornale.

Il quotidiano panaméen si fa portavoce, d'altra parte, della preoccupazione della Comunità internazionale dei problemi di sicurezza nella regione e ciò, scrive, "bene prima che Al Qaeda annunci l'unificazione del suo ordine terroristico" a Sahel.

"Oltre alle basi terroristiche", prosegue : questa situazione verrebbe anche a rafforzare il contrabbando, l'immigrazione clandestina, il traffico degli esseri umani, di droghe e di armi.

Il giornale ricorda che la maggior parte dei paesi latino-americani, africani ed asiatici "perora per una soluzione politica alla vertenza" del Sahara e che, in una "dimostrazione di neutralità nel processo di negoziato", optano per il gelo o il ritiro del loro riconoscimento di "rasd", nel momento in cui l'Europa e gli Stati Uniti "si sono dichiarati a favore" iniziativa marocchina.

martedì 13 maggio 2008

Sahara: La parte popolare spagnola considera che non ci sono contraddizioni tra le relazioni dei ...






La parte popolare spagnola (PP) considera che non ci sono contraddizioni tra le relazioni del segretario generale dell'ONU, il sig. Ban Ki-moon, e del suo inviato personale per Sahara, il sig. Peter Van Walsum.


"Non credo realmente che ci siano contraddizioni." Al contrario, l'inviato personale è stato scelto e nominato dal segretario generale stesso.

È qualcuno che rappresenta l'opinione e la posizione ufficiale e generale delle Nazioni Unite ", ha dichiarato, giovedì alla MAP, il sig. Gustavo de Aristegui, portavoce affari esteri del PP.

" Nella sua ultima relazione al Consiglio di sicurezza sulla questione del Sahara, il sig. Ban Ki-moon aveva chiamato le parti al realismo ed al compromesso, ritenendo che il rafforzamento del statu quo non può costituire l'uscita del processo in corso.

Il Sig. Peter Van Walsum, ha da parte sua dichiarato, lunedì dinanzi al Consiglio di sicurezza, che "l'indipendenza del Sahara occidentale non è un'opzione realistica", che chiama il quindici a raccomandare la prosecuzione dei negoziati considerando la realtà politica e della legalità internazionale, ricorda.

Il Sig. De Aristegui ha segnalato che le dichiarazioni del sig. Peter Van Walsum dinanzi al Consiglio di sicurezza partecipano di un "approccio allontanato dei massimalismi".

"la posizione della Spagna e certamente quella della parte popolare è sempre stata chiara" sulla questione del Sahara, ha richiamato il sig. De Aristegui.

"Abbiamo sempre desiderato una soluzione del conflitto del Sahara basata sul diritto internazionale e la garanzia delle Nazioni Unite, che sia accettabile con le due parti e distante dai massimalismi", ha spiegato.

Per lui, le dichiarazioni Van di Walsum si iscrivono "chiaramente ed ovviamente in questo quadro".

"Se le Nazioni Unite stanno adottando un approccio ed un'analisi in quel senso, è ovvio che gli Stati membri, la Spagna tra l'altro, devono rispettare in modo molto chiaro e molto netto le decisioni prese dall'ONU", ha aggiunto il sig. De Aristegui, che fa osservare che la posizione adottata dal segretario generale ed il suo inviato personale si iscrive in questo senso.